lunedì 20 aprile 2009

Pirandello

L'idealista:-Ma scusate! Se l'uomo può intendere e concepire così l'infinita sua piccolezza che vuol dire? Vuol dire ch'egli intende e concepisce l'infinita grandezza dell'Universo! E come si può dir piccolo,dunque, l'uomo? Voi scherzate! Piccolo? Ma dentro di me dev'esserci per forza, capite? qualcosa di quest'infinito, se no io non lo intenderei, come non lo intende... che so? questa mia scarpa, puta caso, o il mio cappello. Qualcosa che se io affiso... così... gli occhi alle stelle, ecco, s'apre, egregio professore, s'apre e diventa, come niente, plaga di spazio, in cui roteano mondi, dico mondi di cui sento la formidabile grandezza. Ma questa grandezza di chi è? E' mia caro professore! Perché è sentimento mio! E come potete dunque dire che l'uomo è piccolo, se ha in sè tanta grandezza?
L'altro:- Ah, tu così ragioni? Questo prima di tutto, l'ha detto Pascal. Ma va' avanti! va' avanti, perdio! Dimmi ora che significa. Significa che la grandezza dell'uomo, se mai, è solo a patto di sentire la sua infinita piccolezza! Significa che l'uomo è solo grande quando al cospetto dell'infinito si sente e si vede piccolissimo; e che non è mai così piccolo, come quando si sente grande! Questo significa! E che conforto e che consolazione ti può venir da questo?
Pubblicato da Giulia alle 15:59 |  

0 commenti:

Iscriviti a: Commenti sul post (Atom)